Una lettura è sempre un ottimo passatempo, oltre che una piacevole ginnastica per il cervello. In questi ultimi tempi, complice la mia propensione per le diavolerie digitali, sto riscoprendo una nuova attività: la geolettura. È doveroso anticipare che tale attività si adatta particolarmente per tutti coloro che non disdegnano i nuovi strumenti messi a disposizione dalla nostra era digitale. Se siete lettori vecchio stampo, cioè amanti della carta e del libro, e se già vi repelle l’idea di usare un eReader, allora lasciate stare 😛 .

Ingredienti per una geolettura

  • 1 lettura (libro cartaceo o eReader, non fa molta differenza…)
  • 1 tablet
  • 1 connessione internet attiva
  • 1 postazione comoda 🙂
  • Voglia di “viaggiare” q.b. 😉

Sul vostro tablet possono essere utilizzati vari strumenti gratuiti. Quelli che van per la maggiore in questo momento storico sono Google Maps e Google Earth. Personalmente trovo preferibile quest’ultimo, anche se l’ultima versione sembra funzionare solo con i sistemi operativi più recenti. Per i più pignoli che vogliono provare l’ebbrezza di trovarsi sul posto in 3D (e senza occhialini!), è disponibile anche l’opzione Google Street View: cliccando sull’icona a forma di omino è possibile scegliere un punto qualsiasi sulle strade che, durante l’esperienza di geolettura, si vedranno evidenziate in blu. Si verrà catapultati sul posto, esattamente come i personaggi del libro che state leggendo. Potrete vedere quello che vedono loro, percepire gli scenari in cui si muovono. La lettura, anzi, la geolettura diventa a tutti gli effetti un’esperienza “immersiva”. Certo, non sarà come la realtà virtuale ma potrebbe essere comunque coinvolgente.

Suggerimento

È chiaro che certi luoghi sono molto conosciuti: se state leggendo un brano ambientato ai piedi della Torre Eiffel di Parigi non credo che si faccia molta fatica a immaginarne l’ambientazione. Comunque, se volete letteralmente farci un salto cliccate qui

Le sorprese piacevoli nascono invece dai posti sconosciuti: ecco un brano tratto dalle mie letture (Il quinto giorno, di Frank Schatzing).

Avevano discusso quell’eventualità in quattro: Ford, Fenwick, Anawak e Palm della stazione di ricerca marina sulla Strawberry Island, una minuscola isola nella baia di Tofino. Da quella postazione, la squadra della Strawberry Island monitorava l’ecosistema del Clayoquot Sound. Palm era un’autorità per quanto riguardava la popolazione delle orche. Si erano subito trovati d’accordo nel condurre l’autopsia in pubblico perché avrebbe attirato l’attenzione. E le orche avevano davvero bisogno di attenzione.

Ok, ma… dove si trova esattamente la Strawberry Island nella baia di Tofino? In caso di lettura “normale” resterei con i miei dubbi. In caso di geolettura? La posso vedere subito, come illustrato nella foto qui a fianco. Eccola qui! 😀

Effetti positivi

Oltre alla lettura, si potrà cogliere l’occasione per conoscere meglio il mondo e, chissà, magari per scoprire nuove mete per i vostri viaggi. Si potranno rispolverare le proprie conoscenze geografiche. E magari scoprire nuovi posti che manco ci si immagina: oltre alla pura esplorazione geografica, vi è anche la possibilità di vedere varie gallery fotografiche, sia in Google Earth, sia in Google Street View…

Controindicazioni

Serve equilibrio. Troppe interruzioni durante la lettura sono controproducenti. Google Earth, soprattutto, oltre a portarvi “in volo” in qualsiasi posto del mondo, vi propone una fotogallery con i punti di interesse più rilevanti attorno al luogo che avete selezionato, il tutto con vari link di approfondimento (la cui apparizione dipende dalle impostazioni attivate). Quindi è davvero questione di attimi distrarsi troppo.

D’altra parte, “vedere” con più precisione i posti in cui sono ambientate le narrazioni potrebbe migliorare molto la vostra lettura. Insomma: una geolettura ogni tanto ci sta. In fondo, basta non abusarne troppo e un salto sul posto è sempre piacevole.

14 thoughts on “Geolettura

  1. Per me il bello dei luoghi che non si conoscono è proprio immaginarli. E se lo scrittore è bravo mi mostra bene lui come sono quei posti. Forse farei così: leggerei il libro, mi farei il mio film mentale e poi, a lettura ultimata, andrei a fare una ricerca geografica. Ma solo forse, però, non so. Anche rallentare la lettura per effettuare la ricerca sarebbe per me impossibile: se mi immergo dentro una storia nessuno deve farmi perdere la concentrazione.
    L’esperienza dell’applicazione di Google Earth l’ho, però, fatta per altri motivi ed è molto affascinante.
    Tu… sempre originale!




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    1. Io tendo a distinguere i luoghi mentre leggo: quando parliamo di un luogo geografico abbastanza sconosciuto mi piace consultare on-line posizione e fotogallery (magari non lo faccio sempre subito mentre leggo ma in un secondo momento).

      Mentre i posti ancora più circoscritti, tipo la casa del protagonista o il luogo del delitto, preferisco immaginarmeli, concordo con te che è bello. Alcune volte, quando a un opera letteraria segue un film, mi piace confrontare le idee che mi sono fatto con la trasposizione cinematografica…

      Sul fatto che si rallenta la lettura sono d’accordo: basta non esagerare 😛 .




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      1. I film mi deludono nove volte su dieci.
        Certe volte vado al cinema quasi per un dovere indotto dalla curiosità, ma mi dico sempre che non devo farlo più per non perdere tutto il bello che la mia immaginazione è stata in grado di creare.




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        1. Cazzarola, come sei esigente… Quasi mi pento di averti nel mio stretto giro di beta-lettori 😀 .
          (Tu non sai di esserlo, ma lo sei, sappilo).

          E quale sarebbe quella volta (su dieci) che il film non ti ha delusa? Giusto per calibrarmi… 😛




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  2. Se leggo il libro, leggo il libro. Se sono al pc: “Spetta che vado a vedere dove sta quel posto…”
    Di sicuro è più difficile la geo-scrittura della geo-lettura! 😛




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    1. Bene, dunque sono l’unico malato di mente che si prende la briga di curiosare geograficamente i posti in cui si svolgono le letture… Ma qualcuno ha detto che la curiosità è femmina. O sbaglio? 😛

      Interessante il tuo spunto sulla geoscrittura. Ma io la trovo più facile perché l’esplorazione geografica, sebbene virtuale, la faccio prima di mettermi a scrivere. Se devo ambientare una storia in un posto, quel posto lo devo conoscere come le mie tasche. Sia mai che qualcuno ci capiti di persona: deve capire che sono un tipo preciso, io! 😀




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  3. Anche a me non piace staccarmi mentre leggo; al massimo dopo, a libro finito e metabolizzato, vado a curiosare. Alcuni posti sono andata a vederli di persona non perché esotici ma proprio perché il libro mi ha lasciato il desiderio di viverli quei luoghi e avendo la possibilità trattandosi di realtà vicine geograficamente via che si va. La mia prossima metà sono dei luoghi specifici di Firenze. Per quanto riguarda i film, anch’io di solito delusa dalla scelta degli attori o, soprattutto, dalla perdita di sfumature. Restando sulla Mazzantini, non ho letto Non ti muovere ma ho visto il film (che non mi ha convinta), ho letto e visto Venuto al mondo che, non credevo, mi è piaciuto molto ma nel film qualche sfumatura di perde, poca cosa ma sì. Per me l’accoppiata vincente libro/film è Dracula di Bram Stoker. Poi per dire, all’attivo libri/film c’ho pure tutta la saga di Twilight ma siamo a un altro livello anche se qualche particolare interessante c’è.




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    1. Anche a me piace andare a vedere i posti di persona! 😀 Per quelli fuori portata rovisto in internet. Certo: non è come esserci. Ma un’idea per gustare meglio la lettura (durante o dopo) è sempre utile…




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