“Allora, ti è piaciuta la storia di Elizabeth?”
Per la cronaca, la domanda è rimasta appesa in chat per diverse notti. Come la storia di Elizabeth.
Notte dopo notte si è sedimentata piano piano, andando a insinuarsi nel già precario humus mentale coltivato dai miei quattro neuroni.
A nulla è servito distrarsi con altre letture.
A nulla è servito dedicarsi alla revisione del proprio romanzetto.
A nulla tagliare tronchi con tanto di motosega.
E come si può rispondere a una domanda del genere? Mugugnando. Solo mugugnando.
E, visto com’era nata la discussione, non potevo che mugugnare.
“Mmm” avevo inizialmente risposto.
Che vuol dire tutto e niente.

Una settimana più tardi

Giorni dopo, altro giro e altra corsa. Altra discussione.
“Sei rimasto senza parole?” sogghigna Emme.
“Cosa vuoi che ti dica? A quanto pare certe conoscenze sembra che siano andate perdute per sempre…”
“Allora ci credi?”
Conoscendo Emme, la parola “credere” nasconde sempre tranelli. Quindi mi limito a inarcare impercettibilmente il sopracciglio. Anche perché non gli ho detto che il libro l’ho letto tutto. Potrebbe saperlo, certo. Se solo avesse letto il mio ultimo post… Ma ho una ragionevole sicurezza che non l’abbia fatto.
“L’hai letto tutto, il libro?” mi chiede. (Ecco, appunto… 😛 ).
“Sì, l’ho letto.”
“Non mi sembri molto convinto…”
“…l’ho letto, sì. L’ho letto tutto.”
“Intendo dire che non mi sembri molto convinto di quel che hai letto.”
“Avrei bisogno di tempo…”
“Tempo per cosa?”
Già: tempo per cosa? Per niente. Ma Emme va avanti.
“È divertente” dice. “Divertente e curioso. Dì la verità: dopotutto pensi che chiunque possa scrivere qualsiasi cosa, frottole incluse, e ammantare di scienza quel che scrive.”
“Be’, non sarebbe la prima volta” dico senza capire bene dove vuole arrivare. “E cosa ci trovi di divertente?”
“La mente umana. Come sempre…”
Resto perplesso.

“Vedi, abbiamo un saggio scritto da uno specialista, Weiss, che racconta certe cose…”
“Non mi sembra proprio un saggio…” puntualizzo inutilmente.
“Di certo non è un romanzo. Pare abbia documentato tutto quanto, tanto da scrivere appunto un libro. Anzi, più di uno. Salta fuori che questa Elizabeth millenni fa era una guaritrice. Anzi, un’apprendista guaritrice. Era circondata da persone in grado di guarire con la sola imposizione delle mani. Alcuni con la sola forza mentale. Altri erano in grado di resuscitare dalla morte. Però restiamo dubbiosi, poco convinti.”
“Quindi?”
“Quindi niente. Un libro del genere suscita solo scetticismo.”

Scetticismo e fede

“Be’, anche il tuo amico Weiss era abbastanza scettico” ribatto. “Mi pare che l’abbia scritto esplicitamente…”
“Fatto sta che tutti quelli a cui ho suggerito una lettura del genere, hanno reagito come te. Dubbiosi, perplessi, scettici. Tra un mese non ricorderai più nulla. Poi però andiamo tutti a messa e lo scetticismo, come per magia, scompare. Il vangelo racconta spesso di un tizio che duemila anni fa, tra le altre cose, guariva la gente. Con le mani, con le parole. Ha persino resuscitato qualcuno dalla morte. E noi siamo tutti lì, giubilanti, estasiati. Forti nella fede.”
Che dire? L’enfasi delle ultime tre parole, forti nella fede, non lascia scampo a molte risposte.
“Divertente” conclude. “Ma sai qual è la cosa più curiosa di tutte? Che secondo alcuni testi esoterici – o apocrifi? – questo tizio che duemila anni fa andava in giro a guarir la gente, prima di cominciare la sua cosiddetta vita pubblica, pare abbia trascorso lunghi periodi in Egitto. Che strana coincidenza.”
Passa un minuto buono. Mi sono già imbattuto in letture del genere: esoteriche o meno, ricadono bene o male oltre il recinto dell’ortodossia. In tutti i sensi.
Non ho altro da ribattere. Solo una cosa mi chiedo.
“Perché. Perché ti diverti sempre con me in queste scaramucce?”
Emme scoppia a ridere.

“Perché sei tra le poche persone con cui posso parlarne. E tra le pochissime che capiscono.”
Io sono convinto dell’esatto contrario: cioè del fatto che siano più quelle che capiscono che quelle che non capiscono. Ma sorvolo.
“Lo sai che potrei trascriverle nel mio blog, queste scaramucce?”
Emme non si scompone.
“Come vedi, neppure libri di fama mondiale, pubblicati alla luce del sole, bastano a smuovere le acque.”

 

( Photo Credit : Couleur / Pixabay )

5 commenti su “Conoscenze perdute

  1. Tanto non viene a leggere, dunque scrivi tutto, documenta, riporta fedelmente le vostre conversazioni, ihih!
    Segretamente lui lo sa che le sue storie vanno a finire in pasto al tuo pubblico di amici virtuali che poi ti chiedono di lui e persino di salutarlo.
    E comunque, giù le mani dall’uomo che guariva la gente duemila anni fa ed è resuscitato!
    E salutami Emme, mi raccomando. 😉

    1. L’uomo di duemila anni fa gode di grande rispetto.

      Quello su cui abbiamo “scaramucciato” era lo scetticismo che, in alcuni casi, diventa barriera, in altri no.

      Per dirla alla maniera scribacchina, potremmo sostituire (a grandi linee…) la parola “scetticismo” con il concetto di sospensione dell’incredulità.
      In buona sostanza ci siamo chiesti perché da una parte (vangeli & co.) viene elargita incondizionatamente, mentre da altre parti (saggi e testi in genere ben più documentati) no.
      Tutto qui.

      1. Perché? Marketing. Più di duemila anni di marketing. E dai una parte viene offerta la vita eterna, dall’altra che cosa? L’essere umano è il consumatore più difficile… 😉

  2. Io capisco, ma il mio scetticismo non deriva dalla fede (che ho perso un po’ di tempo fa), ma da una domanda molto molto semplice: perché non recuperiamo queste conoscenze?
    Se siamo in grado di regredire con l’ipnosi a quella vita, cosa ci vieta di chiedere alla persona sotto ipnosi di “dettarci” le pratiche di guarigione? Riusciamo a far regredire solo i somari della classe??
    Perché di ciarlatani in giro che dicono di guarire il cancro solo con l’imposizione delle mani ce ne sono parecchi, e sono state molte le vittime che hanno, purtroppo, lasciato da parte il loro scetticismo per morire in condizioni atroci.
    Non voglio essere scettica, però vorrei dati concreti, dall’una e dall’altra parte. Gli storici lavorano duro sul vangelo e gli altri scarsi documenti dell’epoca, ma di sicuro non c’è il ricettario o il manuale del perfetto guaritore. Chiediamolo allora ai pazienti sotto ipnosi. 🙂

    1. Certe conoscenze non vengono recuperate perché qualcuno non vuole che vengano recuperate. Semplice.
      Il che non equivale a dire che queste conoscenze non possano essere recuperate… 😉

      In ogni caso, se tenti di intavolare questo genere di discorsi con qualcuno, vieni subito tacciato di complottismo.

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