Se c’è una cosa che non amo fare è dare consigli come se dovessero essere seguiti ciecamente.
Questo è il motivo per cui spesso, quando parlo con amici e conoscenti riguardo a certe cose, premetto sempre dicendo “Secondo me…”, “Se fossi in te…”, “Al tuo posto…”.
Quando mi viene chiesto, mi premuro sempre di dare sì un consiglio ma, allo stesso tempo, cerco di assicurarmi che chi lo riceva ragioni prima, e soprattutto, con la propria testa.
E con la scrittura come la mettiamo?

Suggerimenti di scrittura

La scrittura è uno di quegli ambiti in cui, più di ogni altro, i suggerimenti dovrebbero essere suggerimenti di massima, da interpretare a grandi linee. In rete si trovano molti suggerimenti utili, molte “guide per”, ma a volte, se non spesso, sembra che con noi non funzionino.
Dove sta il trucco, allora? Davvero i suggerimenti che troviamo e che ci sembrano così illuminanti, con noi non funzionano? Chi li ha scritti in realtà non li ha mai testati?

No. In realtà i suggerimenti sono sempre validi. Ma si dovrebbe essere bravi a calarli nel nostro essere, a interiorizzarli, a farli propri. In una parola, bisogna essere bravi a “con-seguirli” più che a seguirli.
Perché è bene rendersi conto che siamo tutti diversi.

C’è chi si sente più tagliato nella stesura dei racconti. E chi invece preferisce lavorare su romanzi di ampio respiro.
Chi preferisce le trame lineari. E chi preferisce quelle articolate e ricche di colpi di scena.
Chi ama scrivere di getto perché preferisce lasciare libero sfogo alla creatività e tornare poi a puntellare i passaggi da rinforzare. Mentre altri preferiscono scrivere solo dopo una lunga e meticolosa fase di progettazione che arriva fino a stabilire il colore degli occhi di ogni singolo personaggio.

La progettazione è importante. Progettare un’opera, che sia un racconto breve o un romanzo, è estremamente importante. Non importa come progettare, non importa quale metodo seguire. L’importante è farlo in qualche modo perché, altrimenti, inesorabilmente si finisce con lo sbattere contro qualche ostacolo duro da superare, come indicato in questo post di Stefania Crepaldi.

Ho seguito tempo fa una serie di post inerenti a yWriter, scritti con grande perizia da Barbara Businaro su Webnauta.it. Ho provato diverse volte a cimentarmi con il programma ma nel mio caso (e dire che sono pure informatico di professione!) yWriter è troppo stringente, mi richiede una progettazione troppo dettagliata che mi ammazza la creatività. Ma resta pur sempre un grande aiuto per coloro che amano progettare tutto-tutto-tutto, fino ai minimi dettagli.

Storyline

Per me basta un banalissimo foglio elettronico dove elenco, in modo sintetico, linee temporali, linee narrative, note narrative, link di approfondimento, personaggi e concetti chiave. Il tutto in un file che chiamo, impropriamente, Storyline per via del fatto che vi includo anche un elenco puntuale dei capitoli: dal primo all’ultimo, ciascuno di essi è descritto con una frase estremamente sintetica. Quella frase la uso come base per scrivere il capitolo, ampliandola sempre più. Qualcosa di molto simile al metodo del Fiocco di Neve, spiegato molto bene qui, in questo post di Serena Bianca de Matteis, dove, tra le altre cose, l’autore Randy Ingermanson dice chiaramente qual è il miglior metodo per scrivere:

“Per voi, il migliore è quello che funziona per voi.”

E come la mettiamo con la scrittura di getto? Tempo fa ho partecipato a #imieiprimipensieri su proposta di Chiara Solerio. È vero: la scrittura di getto permette alla creatività di esprimersi al meglio. Ma nel mio caso tende a diventare uno sfogo portandomi spesso fuori tema. Come conciliare la scrittura di getto con una progettazione non troppo stringente?

Nel mio piccolo cerco di perseguire quella che chiamo (sempre impropriamente) scrittura a getto moderato. Sembra un controsenso bello e buono, condensato in due-parole-due. Come può una scrittura di getto essere anche moderata? 😀

Di solito parto dalla mia Storyline, ovvero dal foglio elettronico in cui ho inserito l’elenco sommario dei capitoli con le frasi sintetiche. Prendo come riferimento il capitolo da scrivere, ne evidenzio la frase e la amplio, la sviluppo, la elaboro. Il tutto scrivendo di getto. Ok, non è una scrittura a briglia sciolta in cui la fantasia e la creatività sono liberi di galoppare per praterie sconfinate ma mi tengo un bel recinto (la frase sintetica di partenza, appunto) in cui scorrazzare liberamente.

Per garantire una certa continuità di base, prima di scrivere un nuovo capitolo, rileggo l’ultimo capitolo scritto così da recuperare in pieno l’atmosfera della finzione. E per mantenere una coerenza, appena terminato il capitolo ritorno al mio file Storyline per ricontrollare i concetti chiave e le linee temporali (soprattutto le date) per evitare contraddizioni di fondo.

E quando l’opera è ultimata? Quando è ultimata, è bene farla macerare un po’. 😀
Personalmente ho maturato l’abitudine di rileggerla molte volte ma, tra una rilettura e l’altra, cerco di far passare uno o due mesetti, così da dimenticare i dettagli della narrazione e i passaggi logici più sottili. Solo così ogni rilettura può concretamente far emergere incongruenze non notate prima. Una volta raffinato il tutto, l’opera è pronta per essere… data in pasto a una stretta cerchia di lettori beta accuratamente selezionati.

In conclusione

Sono consigli validi? Forse sì, forse no. Non ha importanza che lo siano in assoluto.
L’importante è assecondare il proprio essere perché solo così è possibile esprimersi al meglio.

6 pareri su “Scrittura e piccoli consigli da conseguire

  1. Anche tu con le pillole oggi?? 😀 😀 😀
    In realtà mi ritrovo molto con quel che scrivi, alla fine sono un plotser (ricordi? plotter, pantser e plotser 😉 )
    I racconti ad esempio li scrivo a getto moderato come te. Parte da una frase sul taccuino che ho sempre dietro. Poi finisce nel txt di Dropbox e da lì parte… Col romanzo è diverso, la complessità richiede un trattamento differente, lì yWriter mi serve a non perdere pezzi, però ti ricordo (sei smemorato oggi!) che yWriter s’interfaccia anche con Word. Quindi alla fine lavoro con le scene dentro yWriter e il documento word tutto lungo da stampare e rivedere. Oltre al tabellone della storyboard che mi consente la visione globale della storia. Ognuno c’ha i suoi problemi, e le sue soluzioni.
    (tranne nel marketing 😛 )




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    1. E chi ti ha detto che uso Word per scrivere? 😀 😀 😀

      Sì, ricordo che yWriter s’interfaccia con Word e anche con Dropbox. Però quello che mi riesce poco è l’impostazione dei capitoli, delle scene, le schede personaggio, l’associazione di ciascun personaggio alle scene/capitoli/ecc…
      Tutto molto bello per chi ama pianificare ogni particolare.

      Immagino che sia una questione di pura abitudine e che se dovessi impormi di usare yWriter alla fine ne diventerò un guru 🙂 . Ma al momento mi accontento di qualcosa di più semplice come un foglio elettronico per annotare le cose e organizzarle in schemi più immediati.

      Non escludo che in futuro possa cambiare idea e apprezzare di più yWriter. A volte poi mi siedo a scrivere con le idee che sono lì sulla punta delle lingua e ti viene molto più facile buttarle giù in Word che star lì a litigare con yWriter per cercare il punto esatto in cui scrivere.
      Che già Word diventa pure lui una brutta bestia, quando ci si mette…




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  2. Sì, i suggerimenti vanno riadattati alla propria persona e alle proprie esigenze: anch’io con i pensieri di getto non mi sento pienamente a mio agio. La mia creatività si esprime in modo molto elementare: uso il pc come se avessi davanti un foglio e in mano una penna, dunque apro una pagina e scrivo punto, senza impostare schemi, capitoli, sottocapitoli, elenchi… In genere da un consiglio estrapolo quello che mi può tornare utile, il resto, se non è nelle mie corde, non lo sperimento nemmeno oppure lo provo una volta giusto per non lasciare nulla di intentato, ma poi torno alle mie abitudini: scrivo con un’idea, rileggo quello che ho scritto nella seduta precedente, se mi blocco mi distraggo, faccio un’altra cosa, perché so che quando ritorno su quella pagina mi torna il guizzo quasi sempre.




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    1. Bene, allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda in fatto di riadattamento dei consigli… 🙂

      Per il resto, io appartengo alla categoria di quelli che prediligono una trama un po’ articolata 😀
      E quindi mi occorre buttare giù delle linee guida. Anche solo per segnarmi le date, se devo giochicchiare con gli eventi storici… 😉




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  3. Io sono quella che scrive in word e fa avanti e indietro con la rotellina che manco sa esattamene in quale punto del testo si trovino i vari passaggi. Orrore. Eppure ha funzionato più volte, con qualche piccola tragedia laddove il romanzo era più lungo e articolato.
    Ora vorrei progettare di più, ho un’esigenza, un’idea, una storia scarna, vediamo come va.




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    1. Come dicevo poco sopra, certe volte Word è una brutta bestia. E’ pur vero che per racconti brevi, che magari si riesce a buttare giù in un paio di giorni proprio perché brevi, non è poi così necessario fare chissà quale progettazione.




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