È possibile scrivere una storia nuova? Per quanto possa sembrare una domanda banale, mi sono imbattuto spesso in un pensiero secondo il quale tutte le possibili storie, narrativamente parlando, sono già state scritte. Quindi un autore, per quanto si possa ingegnare nell’intrecciare trame, inesorabilmente non farà altro che riscrivere una storia già scritta da qualcuno prima di lui, almeno nella sostanza.

In altre (poche) parole: qualsiasi storia possibile è già stata scritta.

Se mi dovessi attenere a quanto vedo in libreria, parrebbe proprio così: trame trite, ritrite e contrite, schemi narrativi fotocopia, cliché a pioggia. Persino i titoli osannano una certa stereotipia strisciante, neanche troppo velata: questo è il periodo delle “ragazze”. “La ragazza che”? “La ragazza nel”? “La ragazza di”? Be’, i titoli si sprecano.

Dunque, davvero ogni possibile storia è già stata scritta?
Bisognerebbe fare una distinzione tra l’autore che vuole emulare cavalcando l’onda del successo di un titolo fortunato e l’autore che, al contrario, vuole essere originale. Per l’autore-emulatore la domanda non ha nemmeno senso, vista l’ovvietà della risposta.
Parliamo dell’autore che vuole essere originale. Una qualsiasi storia che questo autore decide di inventare di sana pianta, davvero è già stata scritta?

Forse sì

Questo è anche il periodo in cui l’evoluzione della tecnologia ci sta portando sul tv di casa (o sul tablet, o addirittura sullo smartphone) un numero di contenuti di intrattenimento senza precedenti: fibra ottica, adsl o wi-fi stanno letteralmente facendo fiorire i servizi di video streaming e video on demand, servizi che ci portano a loro volta un numero notevole di storie sotto forma di film o di serie tv.
Le trame sono così tante che forse sì, viene quasi da pensare che un autore, per quanto si possa impegnare, farebbe molta fatica a creare qualcosa di veramente nuovo.

Forse no

Eppure non mi convinco. Cosa dovrebbero pensare i pittori con così pochi colori a disposizione? Devono rassegnarsi a pensare che qualsiasi possibile capolavoro sia già stato realizzato? Non direi.
Per non parlare della musica: sostanzialmente è basata su sole sette note musicali, ma sembra essere fatta apposta per smentire il pensiero iniziale. Un compositore ha a disposizione sette mattoni con poche varianti per costruire le sue trame musicali. Oppure deve rassegnarsi a pensare che qualsiasi possibile melodia sia già stata composta? Non si direbbe.

Madre natura, che ha sempre qualcosa da insegnare, fa persino molto di più con qualcosa di meno: con soli quattro mattoni (le quattro basi azotate che compongono il DNA) è in continua evoluzione. Oppure dobbiamo pensare che qualsiasi tipo di essere vivente sia già esistito?

Il lettore

Tuttavia, tornando alla scrittura, è difficile scrivere qualcosa di veramente nuovo per ciascun lettore. Penso che la differenza stia proprio qui: il lettore.

Ci saranno sempre lettori che troveranno originale una storia perché mai sentita prima e ce ne saranno sempre altri che invece avranno addosso quella sensazione di già visto, quell’impressione di sapere già come andrà a finire. Dunque forse è vero: ogni possibile storia è già stata scritta.
Ma non necessariamente è stata scoperta da tutti.

4 thoughts on “Una storia nuova

  1. Dipende cosa comprendi nella trama. Quante trame rientrano nel “lui-lei-l’altro”? Eppure si diversificano per caratteristiche dei personaggi, ambientazione, periodo storico, concatenazione dei fatti, ecc. Da qui anche il linguaggio, lo stile, la struttura della storia. Sono simili, ma mai uguali.
    Tenendo il paragone con le sette note musicali: una canzone non è fatta solo di note stampante su uno spartito, molto sta all’esecuzione del musicista; se poi non hai solo una chitarra classica ma un’intera band o ancora di più, un’intera orchestra, il risultato non potrà mai essere uguale ad un altro, nemmeno con gli stessi identici elementi. 😉




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  2. Io leggo continuamente storie già scritte, però in talmente tanti modi diversi che mi sembra di imbattermi sempre in trame nuove. Le parole si combinano, ecco, direi che le combinazioni uguali formano il cliché, il già detto, il già letto, le combinazioni alternative fanno la differenza.




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